La violenza sulle donne rimane troppo spesso impunita. Non parliamo solo di Africa o in Asia, ma anche di molti paesi del civilissimo Vecchio Continente: qui, a tutt’oggi, almeno 2 milioni e 600mila donne possono essere aggredite dai loro mariti, senza che questi ultimi subiscano alcuna punizione. Tutto questo accade perché nei vigenti codici penali lo stupro coniugale non viene ancora esplicitamente considerato reato.
Il pesante j’accuse giunge direttamente dall’ONU. L’UN Women, Organo delle Nazioni Unite per le politiche e le azioni di uguaglianza di genere, denuncia infatti una situazione di grave impunità dei crimini sessuali, di sostanziale disparità sessuale, e di limitazione della possibilità di denunciare apertamente casi di violazioni.
Quanto accade in Europa, tuttavia, non è che il riflesso di una pesante situazione globale, tale che almeno 603 milioni di donne in tutto il mondo non hanno sufficiente protezione legale contro la violenza domestica.
La parità di genere è riconosciuta costituzionalmente solo da 139 su 192 membri delle Nazioni Unite.
Tutte queste cifre sono contenute nel primo rapporto di UN Women, di cui è Direttrice esecutiva Michelle Bachelet, la ex presidentessa cilena.
Secondo la Bachelet, <<Oggi sono le donne a fare la differenza, ad agire per realizzare un radicale cambio nella società>>. Nonostante ciò, <<Proprio le donne continuano a patire ingiustizie, violenza e disuguaglianza sia in casa che in ambito lavorativo>>. Alcune delle motivazioni alla base del fenomeno sono quei sistemi normativi derivanti da tradizionalismi o condizionamenti religiosi, che di fatto restringono i diritti delle donne soprattutto in ambito privato.
Pertanto, se si vuole combattere efficacemente contro discriminazioni e violenza di genere, non c’è altra via se non quella di una radicale riforma delle leggi vigenti, a partire dalla possibilità di denunciare i casi di violenza senza dover affrontare costose spese processuali.
L’inchiesta di UN Women rivela inoltre che solo il 14% delle denunce per violazione in 13 diversi paesi europei terminano con una condanna. Ci sono casi, come quello del Belgio, in cui non si arriva neppure al 5%. Ciò, sommato al costo del processo, alle difficoltà pratiche, e alla vergogna per le cosiddette stigmate sociali, fa sì che l’indice di abbandono sia estremamente alto.