- Città del Monte - http://www.cittadelmonte.it/wordpress -

L’ALBA DEL PIANETA DELLE SCIMMIE

Una possibile confutazione del darwinismo, un esempio di involuzione della specie, anche questo ci offre Rupert Wyatt, con il suo prequel-rebootde Il pianeta delle scimmie. Se quest’ultimo però voleva regalare – in linea con le intenzioni dell’autore letterario Pierre Boulle – suggestioni politico-sociologiche molto attuali nel 1968 (anno di uscita del lungometraggio di Franklin J. Schaffner), la sua “alba”, ipotizzata agli inizi di un ventunesimo secolo assai fecondo di scenari apocalittici, ripropone l’ormai abusato cliché delle conseguenze catastrofiche della ricerca scientifica; una ricerca aggressiva e sconsiderata, asservita unicamente a spietati interessi economici.

Ciononostante, il mix catastrofismo-etologia-insurrezionismo sembra riuscito. Lo spettatore entrerà presto in empatia con le scimmie spartachiste che, in fuga da una Frisco rivoluzionaria per elezione, troveranno la loro nuova casa in un parco della California.

Nel corso del film si indebolisce progressivamente l’interpretazione di James Franco, forse anche a causa del ruolo, scontato e senza spessore, di scienziato buono.