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Train to Piscinola

Incontrollabile. Quell’impulso di scappare non riesco a bloccarlo. Mi sento repressa, imprigionata dai miei stessi pensieri e da quelli degli altri. Qualcuno mi segue, mi controlla, mi deprime opprimendomi. Voglio stare sola, senza guardie del corpo, senza condizionamenti. Senza ansie, senza sentirmi osservata di continuo. Ho bisogno di me stessa, del mio spazio. Di muovermi. Di prendermela con la mia solitudine. Di autonomia. Ma non ho i mezzi per farlo. Pensano sia meglio così per me… perché sono confusa, non posso ancora decidere da sola. Devo fare ciò che dicono, ciò che pensano sia più giusto. Devo uscire, mangiare, dormire, parlare sempre e solo quando loro credono sia meglio farlo. E dentro di me si fa sempre più spazio la voglia di perdermi. Nelle mie paure, nei miei sogni, nelle mia angosce, nei miei dubbi. Nelle mie sofferenze. Nelle mie inquietudini. Mi manca tutto, mi manca una famiglia. Ho una madre che non trovo più. Un padre che non è mai stato tale. Un fratello dove io non sarò mai. Non ho amici, c’è un muro di pietra tra me e il mondo intero. Non provo affetto, amore, solidarietà, dispiacere. Niente di tutto questo mi appartiene. Resto impassibile. Tutto ciò che conta è difendermi. Proteggermi, ripetermi. Immobilizzarmi. E c’è qualcosa che mi spinge a farlo, non so cosa. So solo che non so controllarlo. Ho bisogno di riempire i buchi.

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